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L’ex passaggio di confine Invalidenstrasse dall’alto

Invalidenstraße
Immagine: Berlin Partner/FTB Werbefotografie; Grafik: d17

Al canale Spandauer Schifffahrtskanal il tracciato del confine politico (giallo) non coincideva con la posizione del muro di sbarramento anteriore (rosso). Poiché la linea della riva era anche la linea del confine, le truppe di frontiera der RDT costruirono sulla riva orientale del canale il muro posteriore, quello anteriore (blu) e la striscia della morte tra i due muri, distruggendo così il cimitero Invalidenfriedhof (sopra al centro).

Per la vita dei fuggiaschi la questione del tracciato del confine era decisiva, perché le distese d’acqua del canale Spandauer Schifffahrtskanal e del porto Humboldthafens confinante a sud (fuori dall’immagine) appartenevano in tutta la loro larghezza a Berlino Est. Lì venne ucciso nel 1961 il fuggiasco Günter Litfin, quando cercò di salvarsi tuffandosi nelle acque del porto. Nel periodo successivo morirono altre cinque persone nelle acque di confine del porto Humboldthafen e del canale Spandauer Schiffahrtskanal.

Sopra il ponte Sandkrugbrücke si estendeva – per un isolato dentro la parte est di Invalidenstrasse – fino al 1990 il passaggio di confine Invalidenstrasse (sotto a destra nell’immagine). Nel ripristino del parco Invalidenpark come verde pubblico venne eretto il “Muro che affonda” di Christophe Girot (all’estrema destra nell’immagine).