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Hackesche Höfe

Gli Hackesche Höfe (“Hof” significa cortile) si trovano a pochi passi dalla stazione della metropolitana di Hackescher Markt e sono un complesso di otto cortili comunicanti, restaurati ricchi di attrazioni e luoghi di intrattenimento. L’ingresso principale è al civico 40 di Rosenthalerstrasse. L’area, conosciuta anche come Scheunenviertel, è molto popolare tra i berlinesi e i visitatori e dagli anni ’90 attira il popolo dei frequentatori di locali.

Il restauro dei cortili, terminato nel 1997, ha creato forse il più vitale luogo di aggregazione dalla riunificazione della città, tanto che “Hackesche Höfe” è da anni sinonimo di rinnovamento, di “Nuova Berlino”: un vivace mix di attività commerciali, uffici, abitazioni residenziali, luoghi di intrattenimento, gallerie d’arte, bei negozi, bar e ristoranti. L’ondata di energia scaturita dalla riunificazione ha infatti stimolato la voglia della città di re-inventarsi, di tentare nuove strade, aprire le porte alla creatività estrema, al design d’avanguardia e a uno spirito imprenditoriale capace di coniugare vita e lifestyle. L’essenza di tutto ciò o, se vogliamo, un importante esempio di come tutto ciò sia stato tradotto in azioni concrete, si trova qui.

Storicamente, il complesso dei cortili di Hackesche Höfe prese forma a partire dal 1700, sviluppandosi di pari passo con l’evoluzione della città. All’epoca qui sorgeva, all’esterno della porta di Spandau, il sobborgo di Spandauer Vorstadt, che già nel 1712 aveva la propria chiesa, Sophienkirche. Fu Federico Guglielmo I di Prussia a fare erigere nuove mura in modo da annettere il sobborgo alla città, facendone un quartiere. Oggi Hackescher Markt prende il nome dal mercato realizzato dal Conte von Hacke, funzionario della città di Spandau.

Con l’arrivo dei migranti ebrei e degli ugonotti francesi, il quartiere acquistò quel respiro cosmopolita che poi non avrebbe mai perso. Qui fu costruita la prima sinagoga mentre il primo cimitero ebraico sorse sulla Grosse Hamburger Strasse. La zona è anche chiamata Scheunenviertel, un nome che è per tutti sinonimo di gallerie d’arte e del volto più bohèmien di Berlino. Poco lontano, in Oranienburgerstrasse, nel 1866 fu eretta la più grande sinagoga tedesca.

Nel 1858 il vetraio Hans Quiltz ottenne la licenza per destinare al commercio le unità immobiliari di Rosenthalerstrasse 40 e Sophienstrasse 6. Nel 1905 Berlino era diventata la città europea più popolosa, con 2 milioni di abitanti. Nel 1907 Kurt Berndt e August Endell, un costruttore e un architetto, rilevarono le proprietà. Il primo cortile (Hof 1) fu splendidamente restaurato con decori in stile Art Nouveau e ceramiche disegnate dallo stesso Endell. Proprio l’uso che fu fatto di questi cortili nel ventesimo secolo è stato alla base del progetto di restauro del 1990, che ha voluto evidenziare il modo in cui la zona, all’inizio del secolo scorso, fosse riuscita a coniugare in uno stesso luogo esigenze di vita tanto diverse: abitazioni private, lavoro, intrattenimento, gastronomia.

Qui, prima dell’ultima guerra, si stabilirono, tra le altre, un’associazione di poeti espressionisti chiamata Der Neue Club (nel 1909), un comitato di ragazze ebree (1919), il Cinema Imperial (1921), un locale per studenti ebrei (1913), un commercio di vini e un supermercato a gestione famigliare. Jacob Michael, titolare dell’attività prima della guerra, fu esiliato dai nazisti nel 1933. La sua proprietà fu confiscata, per essere poi restituita agli eredi del legittimo proprietario nel 1993.

Nel 1945 l’amministrazione militare sovietica requisì la proprietà nel 1945. Nel ‘51 l’edificio divenne di proprietà dell’associazione dei residenti, che riuscì a impedire la distruzione della facciata originale Jugendstil realizzata da Endell. I restauri, che iniziarono nel 1995, furono resi possibili da un consorzio costituito da residenti, investitori privati, amministratori locali. La direzione dei lavori fu affidata allo studio di architetti Weiss. Con il restauro, la facciata fu rinnovata e arricchita dell’arco d’entrata.

Oggi tra le principali attrazioni ci sono il teatro di varietà Chamäleon, che ha sede in una taverna dell’epoca e un soffitto originale proveniente da una delle sale dei banchetti del Hackerscher Hof Restaurant che si trova a sinistra dell’entrata del cortile.

Poco lontano da qui, merita una visita la Grosse Hamburger Strasse dove sorgeva il più antico cimitero ebraico, l’Alter Jüdischer Friedhof, distrutto dalla Gestapo nel 1943. A memoria del luogo di sepoltura è posta oggi una sola lapide, del filosofo illuminista Moses Mendelssohn.

( Text: Berlin.de )
Adresse: Hackesche Höfe
Rosenthaler Str. 40
10178  Berlin

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